Skip to content

Ep.31 – Decollo Interrotto?

13.05.2024

Iscriviti

Rimani aggiornato e non perderti mai un episodio.

Trascrizione episodio

Ti senti irritata/o, frustrata/o o addirittuta arrabbiata/o quando sei concentrata/o a fare qualcosa e sei interrotta/o da qualcuno o qualcosa? 

Abbiamo un bisogno di completamento che lo studioso Kurt Lewin ha spiegato tramite la sua teoria del conflitto e della motivazione al completamento del compito.

Quando abbiamo intrapreso un’azione, al nostro interno si genera una tensione e un accumulo di energia.

Se il compito, cioè l’azione intenzionale, viene portato a termine, la nostra energia accumulata interiormente si scarica, riportando il nostro sistema interiore ad una distensione, uno stato di quiete. Se invece il compito viene lasciato in sospeso, il sistema rimane teso e la motivazione attiva.

Si può avere anche la sensazione che le energie spese nell’eseguire quel compito siano vane se esso non è concluso, per cui noi vogliamo completare le attività che abbiamo intrapreso.

Secondo Lewin i conflitti sono di tre tipi:

Il primo lo viviamo quando dobbiamo scegliere tra due situazioni che ci attirano in ugual modo. Viviamo così una situazione instabile e fluttuante fra le due soluzioni. La faccenda si complica anche perché inizialmente vediamo solo i vantaggi di una soluzione, ma poi man mano cominciamo ad intravederne anche gli aspetti negativi, trovandoci a sperimentare un’oscillazione che si risolverà con la scelta di una delle due possibilità.

Quando invece dobbiamo scegliere fra due situazioni che non ci piacciono, ma siamo obbligati a una delle due scelte e non possiamo evitare la situazione, il conflitto si risolverà nel momento in cui sceglieremo la possibilità che ci appare meno negativa.

Infine, il conflitto di ambivalenza si realizza quando la meta presenta sia aspetti positivi che negativi, ritrovandoci in uno stato di indecisione. Un modo per superare lo stallo e affrontare il compito può essere quello di suddividere il compito in sotto-obiettivi più piccoli, in modo da alternare momenti di tensione e di distensione. Così come soppesare gli aspetti positivi e quelli negativi in modo che l’attrazione risultante della meta superi l’avversione.

Abbiamo visto che un compito già iniziato crea tensione mentale e questa tensione non viene rilasciata fino al completamento del compito. In più, per i compiti interrotti si ha l’effetto Zeigarnik: i compiti non completati rimangono nella memoria di una persona più a lungo di quelli completati, proprio per effetto di questa tensione non rilasciata, e quindi è più facile ricordare i compiti interrotti rispetto a quelli completati.

La studiosa Maria Ovsyankina completa la precedente ricerca concludendo che un compito interrotto o incompleto, anche senza ulteriori stimoli e richiami, è percepito dai soggetti come un  quasi bisogno (cioè un bisogno basato su uno scopo o intento e non un deficit di natura biologica) che va assolutamente risolto attraverso il suo completamento, altrimenti permane la tensione psicologica.

Picture credits: Linda Eller Shein on Pexels

Non vi è ancora nessun commento, ma puoi aggiungerne uno qui di seguito.


Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 steps to become more assertive!

Take the quiz, discover your style and LEARN TO BE MORE ASSERTIVE reading the GUIDE!

2 passi per acquisire maggiore assertività!

Fai il quiz, scopri il tuo stile e impara ad ACQUISIRE più ASSERTIVITA’ guardando il video!

Iscriviti alla newsletter

Rimani aggiornato e non perderti mai un episodio