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Il Quadrante del tempo


Il quadrante del tempo (o di Eisenhower) è una tabella che ci aiuta a suddividere i nostri compiti, incrociando i concetti di urgenza e importanza. È composta da due righe e due colonne, che vanno a formare quattro aree o celle (o quadranti).
 
Il primo passo per dare un ordine al nostro tempo, e quindi alla nostra vita, consiste nell’imparare a distinguere quattro categorie di compiti:
 
 
1. Quelli importanti e urgenti
2. Quelli importanti ma non urgenti
3. Quelli non importanti ma urgenti
4. Quelli non importanti e nemmeno urgenti
 
Per poterlo fare, dobbiamo avere molto in chiaro cosa intendiamo per “importante” e “urgente”, in riferimento ai compiti della nostra vita.
 
L’importanza si riferisce al valore che quel compito ricopre per noi, occorre quindi riflettere su cosa conta e vale per noi nella nostra vita. Gli obiettivi che di volta in volta ci poniamo, sono un mezzo per raggiungere (o evitare) qualcosa d’importante per noi.
Allora un compito è importante quando è determinante per raggiungere un tale obiettivo.
Più l’obiettivo è importante, più l’attività a esso connessa sarà importante.
 
Quanto all’urgenza di un compito, quando questa non sia evidente possiamo chiederci: “cosa accadrebbe se lo posticipassi o non lo facessi del tutto? Che impatto avrebbe questa decisione nella mia vita, nella situazione corrente, nelle mie finanze, relazioni, famiglia ecc.?” Se ritengo urgente l’azione in questione perché mi consente di evitare un evento sgradevole, che probabilità c’è che esso accada?
 
Infine occorre distinguere il concetto di urgenza da quello di priorità: prioritario è qualcosa che si riferisce a un ordine temporale nell’esecuzione di una serie di azioni. Quindi un compito prioritario è ciò che viene per primo in una serie di compiti.
Stabilire le priorità significa stilare una graduatoria di svolgimento temporale dei compiti in programma. Ogni priorità può essere calcolata incrociando importanza, urgenza e tempo di svolgimento del compito.
 
Nella figura in alto a sinistra vedete un esempio di quadrante del tempo. Il nostro tempo è quindi utilizzato in diversi tipi di attività (che non significano solo “fare”: anche l’ozio è un’attività, per di più benefica se ci rilassa ed è di quello che abbiamo bisogno in quel momento…). Uno o più quadranti possono prevalere sugli altri, indicando la quantità di tempo dedicata a quel tipo di attività. Il fatto che si dilati un quadrante piuttosto che un altro non porta agli stessi risultati e allo stesso impatto sulla nostra esistenza.
 
Stephen Covey nel suo best-seller “I Sette Pilastri del Successo- L’Arte della Leadership” (Bompiani, 1997) indica dei casi limite, come potete osservare qui sotto:
 
1.o caso: il quadrante I prende il sopravvento, la persona gestisce la propria esistenza lasciandosi dominare dalle crisi.
 
 
 
 
 
 
 
2.o caso: quando a dominare è invece il quadrante III, sprecano molto tempo in faccende urgenti ma non importanti, relative al quadrante III pensando di trovarsi nel quadrante I. Passano la maggior parte del proprio tempo reagendo a cose urgenti ma non importanti: l’urgenza di queste cose si basa su priorità e aspettative di altre persone.
 
 
 
 
 
 
3.o caso: le persone che passano la maggior parte del loro tempo esclusivamente nei quadranti III e IV conducono vite fondamentalmente irresponsabili:
 
 
 
 
 
Infine, indica Covey, «le persone efficaci rimangono fuori dai quadranti III e IV perché, urgenti o no, quelle attività non sono importanti. Inoltre restringono il quadrante I passando più tempo nel quadrante II:
 

Il quadrante II è il cuore di un’efficace gestione personale. Esso riguarda cose non urgenti, ma importanti: lo sviluppo di relazioni, la preparazione di una dichiarazione di intenti personale, la pianificazione sul lungo termine, il far pratica, la manutenzione preventiva: tutte quelle cose che sappiamo di dover fare, ma che ci decidiamo a fare di rado dato che non sono urgenti.
Le persone operativamente efficaci non hanno in mente soprattutto i problemi, ma le opportunità. Alimentano le opportunità e fanno morire di fame i problemi. Pensano preventivamente. Grazie all’attenzione e sviluppo del quadrante II, le crisi e le emergenze sono in numero esiguo.»

By mariateresa

15 aprile 2013 in Blog

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I Vostri Pensieri sul Tempo: ecco chi si é regalato il tempo per pensare al proprio tempo

Enza Fumarola
Il tempo è un compagno di viaggio, a volte gradevole, altre volte invadente. Vorresti farne a meno e rimanere da solo, sospeso tra il cielo e la terra.
 
Luca Minesso
il tempo ha molte sfaccettature, alcuni lenti minuti che permettono di assaporare le piccole cose della vita, le frenetiche giornate del fare fare fare, i lunghi anni dell’esperienza e della maturazione… il tempo le racchiude tutte e, cosa geniale, contemporaneamente.
 
Laudetta Galante
TEMPO=VITA=PIU’ VITA PERSONALE, PIU’ VITA PROFESSIONALE.
PIU’ TEMPO x crescere, imparare, dare, sorridere.
 
Massimo Ferrari
È una contraddizione: a volte vorresti che passasse in fretta, quando é passato vorresti tornare indietro.
 
Gisella Vonesch
Il tempo è il nostro partner più prezioso. Peccato che spesso siamo più impegnati a rileggere il suo passato o a pianificare il suo futuro, che ci dimentichiamo di viverlo!
 
Luisa
Il tempo è la forma piu’ grande di libertà . Dieci minuti ogni giorno dedicati a qualcosa di bello, anche solo un pensiero, rende liberi…
 
Bela
Cura, sollievo e angoscia…
 
Anna
Il tempo e’ vivere al meglio (delle nostre possibilità :-) ) il qui ed ora.
Cogliere l’attimo e vivere
Il tempo e’ il qui ed ora
Il tempo e’ lo spazio in cui possiamo dare vita alla nostra fantasia…alla nostra unicità.
Darsi il tempo…un tempo: la nostra possibilità!
Il tempo e’ anche il limite.
 
Carlo
il tempo è un autobus mai in orario ( o in anticipo o in ritardo) che non si ferma a nessuna fermata.
 
Vittorio
Percepisci il tempo a seconda di come lo guardi: quello già passato o quello che ti resta?
 
Sarah G.
Per stare tranquilla quando faccio qualcosa e penso al tempo che ho a disposizione, devo pensare che ne ho tantissimo, anche se so che non è così. Mi sembra sempre di averne così poco!
 
Giovanni R.
La soddisfazione che provo in una giornata qualsiasi è la soddisfazione per come ho utilizzato il tempo. Quando sono insoddisfatto è perché l’ho buttato via.

By mariateresa

27 febbraio 2013 in Blog

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