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Naufragio di un Transatlantico e Segreti di famiglia

Un mito dei nostri tempi (e della nostra cultura occidentale) è l’indipendenza (a tutti i costi). Vogliamo a tutti i costi mettere le ali, mollare le zavorre, accendere i motori e volare via. Non c’è niente di male ovviamente nel desiderio di realizzarci e sperimentare la nostra capacità di stare in piedi da soli.
 
Se non fosse che per svilupparci rigogliosamente dimentichiamo spesso che abbiamo bisogno di solide radici, altrimenti alla prima tempesta crolliamo. Bert Helliger nel suo interessante libro “Senza radici non si vola” (2002, Ed. Crisalide) ci ricorda che la famiglia è il terreno in cui siamo radicati e per far fluire la forza delle radici occorre liberarle da tutto ciò che le indebolisce e le danneggia.
Riconoscere queste radici attraverso le rappresentazioni familiari è il mezzo suggerito dall’autore per restituirci loro la forza vitale.
 
L’aspetto che mi ha colpito nella sua trattazione, e che vi lego tra un attimo ad un altro autore, è che “le rappresentazioni mostrano che chi ha un forte legame interiore con qualcuno, spesso nel corso della vita incontra un destino simile a quello del suo antenato” pur non avendolo MAI conosciuto e, cosa ancor più sorprendente, senza che in famiglia SI SIA MAI PARLATO DI LUI, ma se ne sia sempre sviato il discorso.
 
Una significativa scoperta di Hellinger, è che “i bambini possono provare gli stessi sentimenti o assumere comportamenti simili a quelli dei loro antenati. Spesso essi restano attaccati per tutta la vita a sentimenti e comportamenti che, di fatto, non sono i loro”.
 
Hellinger prosegue con queste considerazioni affascinanti e al contempo un po’ inquietanti: “i bambini rimangono spesso ‘irretiti’ fino all’età adulta nei rapporti con questi familiari. Si possono far risalire a ciò fenomeni quali la depressione, e sensi di colpa, vari disturbi psichici o anche la tendenza al suicidio, fenomeni alla base dei quali ci sono correlazioni nascoste con alcuni membri della famiglia. Fino a quando questi legami del passato non vengono scoperti, i propri sentimenti e il proprio comportamento restano incomprensibili.
 
Questi legami possono influenzare in modo invisibile una persona e talvolta addirittura dominarla”. Aggiungo ancora un passaggio di Hellinger, che trovo importante per collegarlo con ciò che ho trovato in un altro libro, di tutt’altro genere, ma che costituisce un esempio lampante di quanto afferma Hellinger.
 
Dunque: “Gli avvenimenti nella famiglia hanno un forte effetto, visibile anche alle generazioni successive. Quanto più i fatti o le persone vengono vissuti come segreti di famiglia, tanto più essi avranno un effetto dannoso a livello profondo. Generalmente in famiglia ci sono uno o due figli per cui queste persone e le loro esperienze hanno una particolare importanza”. Hellinger aggiunge che “Un fatto importante è per esempio un membro della famiglia morto giovane […] quando un figlio è pronto ad apprendere i segreti, spesso riesce da solo a trovare le informazioni necessarie […]”
 
Ed ecco la connessione con l’altro libro, “Le Insorgenze del cuore-Naufragio sull’Andrea Doria” di Ermanno Di Sandro (2007, Ed. Lupo): l’autore racconta il drammatico naufragio in cui perse la vita la sua sorellina Norma, e di cui in famiglia si era sempre evitato di parlare.
 
L’autore nella prefazione scrive: “C’era una zona d’ombra, un passato invisibile rimosso dalla memoria familiare, di cui noi figli non avevamo mai chiesto e nessuno aveva mai parlato […] forse non saremmo come siamo, con le nostre ansie e paure incise da traumi lontani assorbiti inconsapevolmente […] Poi Di Sandro aggiunge nella postfazione: “Scrivere un racconto sulla storia che coinvolse i miei genitori e la loro piccola figlia […] si è presentato ad un certo punto come una delle priorità della mia vita […] Sono convinto che Norma, in qualche modo, mi abbia incaricato di rendere testimonianza al gesto straordinario di nostra madre (nel consegnare il suo segreto, ndr).
 
Tutto quello che i membri della famiglia reprimono, compresi i sentimenti, non svanisce nel nulla, ma ritorna come uno spettro. Indagare sulla storia della sua famiglia e ricostruirla attraverso un’empatica e affettiva rielaborazione dei fatti e del lutto ha avuto per Di Sandro (come per tanti clienti del terapeuta Hellinger) un effetto catartico, che ha permesso di liberare la famiglia da un grosso peso.
E gli ha consentito finalmente di volare libero.

By mariateresa

7 novembre 2012 in Blog

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