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Riflessioni attorno ad un sacchetto di cacca

Qualche tempo fa, durante le mie consuete passeggiate nei boschi, mi sono imbattuta nella scenetta che potete ammirare nella foto qui accanto che ho scattato.
 
Un bel sacchettino per le deiezioni canine appoggiato in bella mostra accanto ad un cippo segna-sentiero.
 
Sono rimasta un attimo lì in piedi davanti all’”installazione artistica” con la mia vocina interiore che stava già partendo con un “ma guarda che cafoni…” quando mi son detta eh no, vale la pena di farci una piccola pensata.
 
Perché mai un essere umano pensante (in teoria) dovrebbe fare una cosa che ha tutto meno che del razionale? Già, perché a rigor di logica è meglio lasciare il regalino spacchettato, così almeno si scioglierebbe alla prima pioggia e farebbe da concime, con tanti ringraziamenti da parte dell’erba. Che senso ha impacchettarlo nella plastica per poi lasciarlo lì a degradarsi in migliaia di anni?
 
Intendiamoci, non sto inneggiando al lasciare in bella mostra le cacchine dei nostri amati cani nel bel mezzo del marciapiede, stiamo parlando di un bosco! Quindi, se proprio la vogliamo togliere mettendola nell’apposito sacchetto (giusto, così gli altri che passano sul sentiero non ci mettono i piedi sopra) ce lo dobbiamo portare dietro fintanto che non troviamo un apposito cestino. In alternativa, meglio rimuoverla come possiamo dal sentiero e, se non è proprio sul passaggio, lasciarla dov’è e aspettare che la pioggia lavi!
 
E invece no. La impacchetto e la lascio lì in bella mostra. Mmhh, quale parte di noi può fare una cosa così? Provo a immaginare il dialogo interno: “uffa, ora la devo raccogliere… che faccio, la lascio lì?…Non mi vede nessuno… ma no, dài, faccio la brava bambina, la metto nel sacchetto e… càvolo, dove lo butto?… va beh, lo poso lì in bella vista… io sono una brava bambina avete visto tutti, vero? E’ che non sapevo proprio dove gettarlo, non è colpa mia se non ci sono cestini qua intorno…non è la volontà che mi manca!”
 
E così, alla faccia della razionalità, il Bambino adattato dentro di noi si sente a posto. Ho inquinato? Beh, questo è un problema degli Adulti.
 
(PS: Bambino e Adulto con le maiuscole indicano uno Stato dell’Io, cioè uno stato interiore che attiva pensieri, emozioni e comportamenti tra loro coerenti, secondo Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale)

Scritto da / 15.10.2012

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3 risposte a “Riflessioni attorno ad un sacchetto di cacca”

  1. margherita forlano repetto scrive:

    Questo sacchetto rovina l’armonia del bosco, portarlo via non mi costa niente. Non tutti hanno la percezione del bello, dell’incontaminato, anche se la persona che ha impacchettato ne ha un barlume, ma confonde città e bosco.

  2. Patrizia Zanelli scrive:

    Immagino: “Suona il cellulare, é una carissima amica che non sente da tempo; la signora si perde in mille chiacchiere, il cane al guinzaglio vuole prosseguire la passeggiata,torna verso la macchina posteggiata fuori dal bosco; termina la lunga chiacchierata con l’amica, ebra ancora di gioia, sale e parte verso casa; rientra la famiglia, la cena da preparare, si fa sera e…caspita! il sacchetto é rimasto nel bosco…” Forse si sentirà a disagio, ed é probabile che tornerà nel bosco solo alla prossima passeggiata con il cane (e c’é da sperare che questa volta si porti a casa il sacchetto). In questo caso Bambino felice, un pochino ribelle e ritorno all’Adulto?!

    • Maria Teresa scrive:

      Cara Patrizia… direi Bambino felice, poi un pochino adattato positivo (il disagio)… ma l’Adulto?
      Interessante vedere come ognuno di noi crea una propria storia dietro l’accaduto, e come le storie siano diverse l’una dall’altra.
      Un carissimo saluto
      MT