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Giuseppe Verdi, un esempio di eccellenza e resilienza

La fortuna è l’incontro tra preparazione e opportunità, ma è anche aiutata dalla resilienza.
Il Maestro ci offre un esempio illustre. A cominciare dalla sua determinazione nell’inseguire un sogno: nonostante la bocciatura agli esami di ammissione al conservatorio per «scorretta posizione della mano nel suonare e per raggiunti limiti di età. Ha 18 anni.[…]» (fonte: giuseppeverdi.it).
 
Motivazione bizzarra, visto che Verdi si era presentato come compositore e non come pianista. Lui non si dà per vinto. Trova chi lo sostiene, non come aiuto che “cade dall’alto” come fosse una vincita alla lotteria, ma come incrocio felice tra talento, volontà, duro studio, caparbietà nel perseguire la propria meta e opportunità che la vita spesso ci offre e che noi dobbiamo essere pronti a cogliere.
 
Ian Ardui in un congresso cui partecipai qualche anno fa disse: «Se mi preparo bene, ci sarà un momento in cui le cose andranno bene. Il miglior modo per raggiungere l’obiettivo velocemente è rallentare: c’è un momento giusto per le cose, ci vuole sensibilità per il momento giusto. Quindi: prepararsi e cogliere l’opportunità».
 
Avete un sogno? Coltivatelo! Non importa che età avete e qual è la vostra situazione di vita. Preparatevi al meglio che potete, sempre, non demordete. E nello stesso tempo alzate le antenne e osservate bene ciò che avviene intorno a voi. Raccogliete informazioni, chiedete, osservate. E intanto preparatevi.
 
Leggete la storia di Verdi (o di chiunque raggiunga l’eccellenza in qualsiasi campo). Allenatevi all’eccellenza. Chi è eccellente è disciplinato, focalizzato, non ha paura di fare migliaia di volte la stessa cosa. È dedicato, orientato all’obiettivo, a dare un senso e un significato alla propria esistenza.
Verdi non riesce a godere del discreto successo della sua prima opera alla Scala, visto che gli muoiono figli e moglie, e per di più in quei momenti di grande abbattimento deve per forza terminare un’opera comica che gli era stata commissionata (e che sarà un fiasco). Voi che avreste fatto al suo posto? Lui non volle più comporre musica. Ma il libretto e la storia del Nabucco gli fecero cambiare idea.
Così torna il tema del significato, del senso di ciò che si fa. Verdi lavorò alacremente all’opera, terminandola velocemente. E fu un trionfo.
 
Ricordate le chiavi della resilienza? “Gli obiettivi non sono solo assolutamente necessari per motivarci. Sono essenziali per mantenerci vivi.” (post La Strategia Dell’Orso Bianco )
 
Parlo di obiettivi a lungo termine, traguardi di vita, ciò che ci dà senso. I più grandi, come Verdi, vanno oltre: sono socialmente impegnati e pensano a chi ha più bisogno.
Senza significato proviamo tristezza, noia, cinismo, superficialità, pessimismo.
Senza significato viviamo senza essere vivi.

Scritto da / 7.11.2013

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