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Come ottenere il meglio dalle difficoltà – La strategia dell’orso bianco

Vogliamo parlare di crisi?
 
Argomento veramente attuale… in un momento in cui capita a tantissimi, anche a me credetemi, di ritrovarsi ad affrontare momenti per niente piacevoli, per non dire critici, la domanda utile è:
 
Come fanno certe persone a non crollare davanti a dure prove, a rialzarsi dopo essere cadute, a vivere serene nonostante debbano affrontare grossi problemi?
 
Qual’è il loro segreto, e cosa possiamo imparare da loro? Moritz Huber, nel suo bel libro ‘”La strategia dell’orso bianco’ (TEA,2009), suggerisce alcune risposte al quesito, utilizzando come metafora una storia ispirata al famoso orsetto Knut.
 
Come Knut, rifiutato dalla mamma e a rischio della propria sopravvivenza, le persone ‘indistruttibili’ “accettano il loro destino difficile e tentano di ottenerne il meglio”, mentre tanti altri se ne lamentano per tutta la vita. La prima lezione è perciò quella di rassegnarci a non poter cambiare nulla del passato, liberarci di questo peso per raccogliere le energie altrimenti bloccate lì e dare vita a un nuovo inizio.
 
Ci sono anche delle circostanze in cui obiettivamente c’è qualcuno che ha delle colpe nei nostri confronti. Tuttavia anche qui se ci blocchiamo a rimuginare sulla spiacevole situazione e a quanto sia colpevole l’altro, non riprendiamo in mano la nostra vita e non ne usciamo più. Solo smettendola di sentirci vittime delle circostanze possiamo attivare la nostra creatività nel cercare soluzioni. Cioè, é solo affrontando i problemi e assumendoci la responsabilità di agire che possiamo uscire dal tunnel.
 
Certo che è facile dirlo. Quando vediamo nero, siamo arrabbiati, delusi, frustrati, preoccupati, tristi, ci sentiamo esclusi, abbandonati, rifiutati, uscire da questo buco e darsi una mossa non è per niente facile. Però proviamo a pensare: quando stiamo vivendo una crisi abbiamo comunque una scelta: uscirne rafforzati o soccombere. Possiamo decidere di lasciarci andare, soccombere, chiudere la partita, ritirarci in un angolo o addirittura dal mondo…
 
Se invece decidiamo di uscirne, ma in quel momento siamo disorientati, è fondamentale porci degli obiettivi. Avere un obiettivo ci consente di tenere dritto il timone quando siamo nei mari dell’incertezza e dell’insoddisfazione. Come dice Robert H. Schuller: “Gli obiettivi non sono solo assolutamente necessari per motivarci. Sono essenziali per mantenerci vivi.”
E poi è importante avere qualcuno al proprio fianco che ci dia la forza e il sostegno quando siamo assaliti dai dubbi: un familiare, un amico, chiunque sentiamo possa essere la persona giusta.
 
Tutti, chi più chi meno, hanno paura dell’incerto e del nuovo. Ma la paura ha due amici: la curiosità e il coraggio. La curiosità ci spinge avanti, la paura ci mette in guardia dai rischi, il coraggio ci fa agire. Huber conclude il suo libro con un’esortazione che trovo utilissima da rileggere di tanto in tanto, quando siamo presi dai dubbi e dalle difficoltà:
 
“Se fate pace con il passato e vi assumete la responsabilità della vostra vita, se vi ponete degli obiettivi e li perseguite, supererete le difficoltà. Percorrere una strada simile richiede coraggio e forza. Perciò sarà bene ogni tanto godersi una pausa e guardare ciò che avete raggiunto da soli o con l’aiuto di qualcun altro. Vi siete guadagnati il diritto di godervi la vita.”

Scritto da / 15.10.2012

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3 risposte a “Come ottenere il meglio dalle difficoltà – La strategia dell’orso bianco”

  1. Maristella G scrive:

    Magnifico libro davvero. Ho provato proprio su di me la questione degli obiettivi e dell’assumermi la responsabilità. Grazie per averlo consigliato!

  2. [...] non sono solo assolutamente necessari per motivarci. Sono essenziali per mantenerci vivi.” (post La Strategia Dell’Orso Bianco )   Parlo di obiettivi a lungo termine, traguardi di vita, ciò che ci dà senso. I più [...]

  3. mariateresa scrive:

    Gentile “Anonima”(tutto un programma questo nome di blog), noto con piacere il Suo interesse per questo post. Tuttavia, quando Lei copia un articolo deve citarne la fonte, cosa che Lei non ha fatto. In questo caso si tratta di plagio. La invito quindi a citare la fonte di questo post nel Suo blog (che Lei ha copiato per il 63%), cioè io. Grazie.
    Maria Teresa Paladino

    http://anonima.iobloggo.com/ post del 5/04/2014