EU cookie consent script

Attenzione ai piccoli segnali!

Io, Io, Io e poi Io…Dal sacchetto in coda alla strage dei giovani?
 
“Giovane colpito da una coltellata perché intralciava la strada” (Repubblica, 17 agosto 2017)
“Picchiato in disco, è in coma” (Corriere della sera, 17 agosto 2017)
“Pugni e calci, così è stato ucciso Niccolò” (Corriere della sera, 16 agosto 2017)
“A te handicappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla, ma tu rimani sempre un povero handicappato. Sono contento che ti sia capitata questa disgrazia”. (Repubblica, 20 agosto 2017)
 
Supermercato stamattina: una signora, evidentemente di fretta, passa veloce a fianco della mia cassa self-service, quella dove ci sono i sacchetti a disposizione dei clienti, contrariamente alle casse con cassiera. Afferra un sacchetto mentre io sono intenta a passare la merce nel lettore automatico. Peccato che nel sacchetto ci fossero già alcuni dei miei acquisti. Se ne accorge e con un gesto di fastidio lo ripone e ne prende un altro. L’espressione sulla sua faccia diceva “uffa, che palle, questa qui perché non si leva dai piedi?”
Facciamo un rewind cambiando un po’ il copione? La signora dice: “Mi scusi signora, posso prendere un sacchetto?”, Io: “Ma certo, ecco qui!” mostrando quelli vuoti a disposizione…Magari!
 
In questo frangente è naturalmente solo questione di educazione, ma si tratta di un “piccolo segnale”.
Infatti la questione è più profonda e svela il livello di narcisismo che spessissimo raggiunge livelli estremi nei nostri giorni: esisto solo io, gli altri al massimo li considero solo nel momento in cui mi servono, e allora li uso, oppure che si tolgano dalle scatole, con ogni mezzo!
 
Magari con la violenza fisica, e non solo verbale, appunto. Tanto ci siamo abituati da quando eravamo bambini.
 
Giorni fa, in un self-service autostradale ho osservato i cartoni animati che una bimba stava vedendo su un canale dedicato ai cartoon: oltre ad essere palesemente brutti a livello estetico, questi cartoon hanno un contenuto di violenza inaudito, oltretutto calata in situazioni normali e quotidiane. Il cartoon era ambientato guarda caso in un supermercato, dove i protagonisti se le davano a turno di “santa ragione” e con cattiveria per un nonnulla. Inutile dire che tra l’altro il cartoon era infarcito di segnali commerciali subliminali, ma questa non è una novità.
Purtroppo nessuno impedisce che questi cartoon non vengano messi in circolazione.
 
Ci siamo assuefatti, siamo finiti come la rana bollita.

Scritto da / 21.8.2017

Tags:

I commenti sono chiusi.